E’ difficile rispondere oggi a questa domanda .
I Greci che vivono ancora oggi nella Calabria e hanno abitato sino a pochi anni fa nei paesi di Bova, Bova Marina, Gallicianò (nel comune di Condofuri), Rochùdi e Roccaforte del Greco, adesso sono pochi e più pochi sono coloro che conoscono la lingua la maggior parti dei quali sono anziani.
Il più significativo paese (linguisticamente parlando) era Gallicianò che trovasi nel comune di Condofuri, lì, sino a pochi anni or sono, potevamo ancora ascoltare la nostra lingua greca parlata da uomini (adulti) e che anche i ragazzi sapevano parlare, adesso sono poche le persone che abitano il vecchio paese. I Giovani sono andati lontano per lavorare dimenticando così la lingua dei loro nonni. Solamente il sabato e la domenica le piccole case del paese si riempiono di persone e si sente la lingua greca, nelle altre giornate della settimana tutti se ne vanno perché hanno le dimore in altri paesi come a Melito, a Condofuri Marina, a Reggio e in altri ancora, solamente dalle venti alle trenta persone abitano tutto l’anno Gallicianò! Altro importante paese greco è Rochùdi che, prima del 1971, aveva le proprie abitazioni sopra una gigantesca cresta pietrosa nelle montagne dietro Roccaforte, adesso è stato costruito vicino al mare, alle spalle di Melito. Nel nuovo paese non vivono solamente anziani, ma anche dei giovani che non parlano il greco perché non lo conoscono. La maggior parte degli anziani l’hanno dimenticato o si vergognano di parlarlo perchè non lo ricordano bene. Una buona parte dei giovani sono andati a vivere a Reggio, molti a Melito ed altri a
Bova Marina. Dobbiamo pure dire che da tre anni si fanno lezioni di lingua greca per tutti coloro che vogliono apprendere.
Abbiamo ancora il paese di Roccaforte del Greco dove solamente due o tre anziani sanno parlare, i ragazzi apprendono qualcosa a scuola. Due parole su Bova, la Chòra (la capitale) dei Greci di Calabria, Bova era una antico ed importante paese, era ed è la capitale!
A Bova la lingua greca non ha vissuto come negli altri paesi, la maggior parte parlavano in latino ed in seguito l’italiano  così lì s’è persa la lingua prima degli altri paesi. Oggi sono pochissimi le persone che parlano greco. Da Bova sono scese, cento anni fa, le persone che hanno costruito, piano, piano, un nuovo paese vicino al mare che si chiama Bova Marina. Gli uomini (gli abitanti ) di Bova Marina traggono le loro radici dall’antica città Bova e possiamo dire che è tutto un unico paese, a Bova solamente pochi anziani parlano il greco. Dopo il 1970, anche a Bova Marina alcuni cominciarono a parlare di greco e così molte persone, grandi e piccoli, cominciarono ad apprenderlo ed oggi possiamo affermare che Bova Marina e il più importante paese impegnato a  lavorare affinché non vada persa la lingua dei nostri genitori (degli antenati). Il più importante lavoro per la lingua, al momento lo fa la Scuola. Possiamo affermare che se la lingua non si perderà, dobbiamo essere debitori alla Scuola e, purtroppo, non all’uomo che avrebbe dovuto insegnarla ai giovani.
Adesso, riflettendo come sono le cose, dobbiamo cercare di vedere se abbiamo ancora persone che possiamo chiamare Greci.
Certamente ci sono nei nostri paesi persone che hanno nella loro anima e nel loro cuore, la Grande Madre-Grecia, e abbiamo anche giovani, ma sono sempre di meno coloro che amano la loro lingua.
Oggi essere Calabro-Greci vuol dire amore per la lingua, amore per la Grecia, nostra fonte culturale, amore per la nostra storia, per la lingua degli Avi, vuol dire non vergognarsi per quello che siamo e sappiamo.