Greci di Calabria | Il sito ha lo scopo di divulgare la cultura e quindi la Lingua, la storia, le tradizioni socio-culturali-religiose della Comunità Grecofona che ancora sopravvive nella Bovesìa, che dall'antichissima città di Bova prende il nome. L'odierna Comunità dei Grecofoni della provincia di Reggio Calabria, sopravvive nei comuni di Bova appunto, Bova Marina, Condofuri, soprattutto nella frazione di Gallicianò, ed a Rochùdi Nuovo; possiamo considerare orbitanti nell'ambito linguistico-culturale della Bovesìa, i comuni di Palizzi e Staiti ad oriente di Bova e i comuni di Roccaforte del Greco con Montebello Jonico ad occidente di Bova. Paricolare attenzione e da riservarsi alla città di Reggio dove negli ultimi 50 anni, ed in particolar modo dagli anni ottanta in poi, è andato a stabilirsi un consistente numero di cittadini dei diversi comuni di Lingua Greca. Le attività che il circolo "Delia" che gestisce questo sito sono di carattere didattico (attraverso l'insegnamento dell'idioma), realizzazione di convegni, scambi culturali con la Grec e la Repubblica di Cipro nonché coi Greci della diaspora in tutto il mondo, le iniziative vengono programmate e coordinate dal Consiglio d'Amministrazione del Circolo Greco "Delia" che ha sede a Bova Marina in via Ermada n. 22/b ed a Bova in via mons. Rozzolino.
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venerdì 17 agosto 2018
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Area Grecofona

La Bovesìa rappresenta l’area grecanica della Provincia di Reggio Calabria.

La zona è culla secolare della minoranza linguistica ellenofona di Calabria. Il versante Jonico meridionale dell’Aspromonte custodisce infatti immutate le tracce della sua antica natura di crocevia sul bacino del Mediterraneo. Quest’area ha assunto per molti secoli il ruolo di vera e propria isola e roccaforte culturale per una serie di motivi come la precarietà storica dei collegamenti ed un entroterra particolarmente impervio.

L’abitato per quanto urbanizzato si trova in gran parte nei confini del Parco nazionale dell’Aspromonte, è un pacifico e silenzioso ambiente naturale. I centri di Condofuri, Gallicianò, Roccaforte del Greco, Roghudi mantengono le più evidenti tracce della cultura magno-greca.

Il greco di Calabria parlato qui è oggetto di studi e ricerche nonché motivo di scambio culturale e di iniziative a tutela delle minoranze linguistiche storiche. La popolazione residente nel censimento del 1991 era pari a 2000 abitanti.

Diffusione del dialetto Greco-Calabro
Il greco calabro viene menzionato nel Red Book dell’UNESCO sulle lingue a rischio di estinzione, insieme al greco salentino. Euromosaic lo annovera tra le lingue minoritarie a rischio dell’Unione Europea.

Ethnologue lo menziona come greco moderno, cosa chiaramente discutibile per via del distacco dal filone principale avvenuto in epoca bizantina, o addirittura in epoca ancora più antica, e alla scarsa intelligibilità tra le due forme. Infatti più che dialetto del greco moderno dovrebbe essere una forma dialettale del greco medioevale o greco bizantino.

Tuttavia questa forma di greco non ha avuto nel tempo sviluppi consistenti rimanendo sempre lingua quotidiana o di uso familiare, senza riuscire ad imporsi in altri usi come quelli amministrativi, ecclesiastici o letterari. Il greco di Calabria ha dunque le caratteristiche peculiari di una lingua anche se l’uso che se ne fa è quello di una lingua minoritaria.

Si potrebbe dire che, sull’esempio della secolare diglossia greca, il greco-calabro abbia rappresentato nient’altro che il greco demotico parlato dai calabresi.

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